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RINUNCIA ED ASCETISMO OGGI

Se Buddha ha abbandonato la via della rinuncia alle passioni e grazie anche a questo abbandono si e' illuminato, perche' i monaci buddhisti la praticano? una rinuncia parziale la capisco ma non capisco una totale rinuncia perche' la vedo in contraddizione con l'abbandono dell'ascetismo da parte del Bhudda. Spero di aver fatto una domanda di senso. Sicuramente non ho capito un passaggio. Vi ringrazio.

Chi attua la rinuncia sembra che faccia una scelta in negativo. Comunque una scelta almeno la fa, per quanto personale possa essere, o almeno si spera che sia tale. Poi scoprirá che ha portato dove? Come si fa a dire noi cosa scoprirá colui o colei ...

Ma se si tratta di un dubbio che poi smuove verso fare una scelta attiva, foss'anche di capire che per noi la rinuncia non s'ha da fare, allora bene, o bene anche sentire che invece possa essere necessaria. Nelle varie gradazioni. Anche estreme. Sempre che queste scelte non ci inchiodino senza che ci si possa ripensare liberamente.

Ad ogni buon conto meglio chiarire che la rinuncia alle passioni che portano a creare attaccamento il Buddha l'ha praticata eccome. Ha chiarito inoltre che esistono desideri salutari, (kusala) e non salutari (akusala) ed in base alla distinzioni di cosa è uno e cosa è l'altro caso per caso, nelle varie condizioni in cui si presentano nella vita ordinaria, decidere se seguirle o meno. 

Di certo il sommo desiderio kusala rimane quello della liberazione dal ciclo delle rinascite, ma provare ad attuarlo creando attaccamenti con morbosità, rigidità, fissazioni, idee non sagge, opportunismo ecc... non è un metodo salutare da consigliarsi a nessuno.

(KUSALANANDA)

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