Italia  Buddhista  è  un  luogo  di  dialogo  tra  i  religiosi  buddhisti  e  il  pubblico,  che  si sviluppa  per  via  telematica  e attraverso  incontri  appositamente organizzati. 

Buddhismo e giustizia sociale

Sarebbe facile rispondere in modo da accontentare il primario impulso alla giustizia fai da te. Ma se da una parte nessun buddista che si possa realmente considerare tale accetta supinamente qualsiasi cosa accada in nome della compassione e del distacco, equanimità, bisogna stare attenti a non voler essere ciò che non siamo, o prendere posizioni in nome di ciò che sentiamo da altri, siano gli altri tendenze politiche o ideologie di partito; oppure come dicevo all'inizio, seguire il primo impulso senza troppi perchè. Qual'è l'atteggiamento migliore? Vigilare, essere attenti, non generalizzare nè fare i buonisti o tantomeno diventare fanatici a nostra volta, magari in nome della "giustizia universale". Le diplomazie non convincono sempre, ma possono a volte ridurre i danni. Soprattutto sentire gli altri non come altri ma come parte di noi, facendo chiaramente dei distinguo, e anche grandi: chi compie il male, sia esso mandante di se stesso o operante per conto terzi, va condannato, reso innocuo. Ma vero è altresì che viviamo in una società complessa, dove davvero sembrano smarriti i valori umani: falsità e interessi stanno minando alle fondamenta la fiducia nelle istituzioni che dicono di operare per il bene comune, ma che di fatto non lo fanno, anzi stanno realisticamente distruggendo questo pianeta. Ormai non si riesce più a credere a quello che sentiamo dai mezzi di comunicazione: è spesso filtrato, pilotato a fini di farci pensare poco. E grava su questa società il demone della grande distrazione: il gregge, si sa, è più pilotabile.

Occorre aprire gli occhi, cercare di capire a fondo la realtà, non sottovalutare i particolari, fare attenzione al modo di parlare: spesso è più importante come si dicono le cose rispetto a cosa si dice: dietro al come ci sono le vere intenzioni, basta acuire la sensibilità, non essere ingenui nè faciloni. O troppo pessimisti da non credere veramente più a nessuno, precludendosi possibilità di costruire qualcosa di bello con quelli che remano dalla parte del bene, questa volta sì, il bene universale di tutti.

Lo slogan: partire da se stessi è un pò inflazionato ma pur sempre valido, non delegare ad altri la possibilità di dire qualcosa, di partecipare ai cambiamenti. Non sentiamoci inutili per avere la scusa di chiamarci fuori dal mondo. Siamo connessi uno con l'altro, ragion per cui se agisco bene, con coerenza, con rispetto e compassione, potrà sembrare poco in questo scenario di devastazione dilagante, ma è la sola cosa che il singolo possa fare per influenzare altri singoli nella direzione del bene. Tanti singoli sono una società di persone intelligenti, responsabili, che vogliono capire e che non sono rassegnate.

 

Kusalananda

Benefici della meditazione. Perché meditare.

Buonasera,vorrei avere delucidazioni su come per voi vengono interpretate le malattie,quale spiegazione date? grazie