Italia  Buddhista  è  un  luogo  di  dialogo  tra  i  religiosi  buddhisti  e  il  pubblico,  che  si sviluppa  per  via  telematica  e attraverso  incontri  appositamente organizzati. 

Meditazione e musica

L'ascolto di musica classica, soprattutto le opere di J.S. Bach, può essere considerata una tecnica di meditazione ?

Non propriamente una tecnica, ma potrebbe diventarlo se usiamo l'ascolto senza intervenire con pensieri soggettivi attorno al "solo ascoltare". Questo vale invero per qualsiasi funzione della mente che, sollecitata attraverso le porte sensoriali,

viene caricata normalmente dall'io pensate ordinario che comincia a tessere reazioni le più varie a seconda dell'ente esterno e delle condizioni di coscienza in cui ci si trova in quel dato momento.

Quindi ben venga Bach, ma anche i ... Led Zeppelin al limite. Ben venga la visione di un quadro e di qualsiasi altro fenomeno esterno (dharma): dipende da quanto siamo emotivamente identificati con esso. Da quanto scatta l'io che, volto al passato, automaticamente e spesso inconsapevolmente si fa irretire in questo ed in quello. Senza riuscire ad ascoltare con la mente silente, non è vero ascolto, non è Bach: è il "mio" Bach. Che non è una cosa da condannare, ma da sconsigliare: non è pratica meditativa, solo ascolto ordinario, che ci porta a desiderare, a commentare, a criticare, e così via fino a creare condizioni di più o meno lieve/pesante tensione, eccitazione o quant'altro, che ci metterà inevitabilmente nelle condizioni di sofferenza che si perpetua, insoddisfatta, alla ricerca di un altro fenomeno (dharma) che possa subentrare a questo Bach per illuderci di realizzare la pace: ma attraverso questa mente irrequieta la pace non arriverà mai, in via definitiva, a stabilizzarsi nella Via che porta all'estinzione della sofferenza, all'uscita dal ciclo delle rinascite.

(Kusalananda)

-------------------------------------

A grandi linee, e semplicemente a fini esplicativi, la meditazione può essere divisa in due fasi: i preliminari e l'assorbimento meditativo.

I preliminari consistono in tecniche di diverso tipo, aventi lo scopo di portare l'individuo a un rilassamento fisico e psichico privo di desideri, emozioni distruttive o pensieri perturbanti. Tali metodi hanno la funzione di eliminare temporaneamente le pulsioni dell'ego per far emergere la chiara luce che è in noi.

Il frutto dei preliminari è la calma mentale, che porta a una condizione di rilassamento in cui la frequenza vibratoria del cervello raggiunge il livello "alfa", in grado di aprire la via alla possibilità di ottenere importanti facoltà di acquisizione, dette intuizioni.

Un ambiente adatto, specifiche condizioni posturali, mentali e spirituali, facilitano la pratica introduttiva alla meditazione.

La musica può sicuramente essere inserita tra i preliminari, poiché in questa fase, per molte persone, ascoltare brani che hanno la capacità di facilitare il rilassamento e modificare lo stato di coscienza é un aiuto prezioso.

Ovviamente ognuno avrà cura di scegliere le musiche in relazione alla propria sensibilità, o secondo quanto gli è stato insegnato.

Bisogna comunque tener presente che non tutte le Tradizioni utilizzano gli stessi timbri o gli stessi strumenti musicali.

Parlando di musica per la meditazione, gli occidentali pensano generalmente alle note dolci e ipnotiche che fanno da accompagnamento sonoro alle discipline orientali, ma anche l'incessante suono di un tamburo abbinato a un canto o alla recitazione di un mantra, può essere considerato propedeutico alla meditazione. I profeti biblici propiziavano la loro medianità con le melodie di arpe, flauti e cimbali.

Non dobbiamo però dimenticare che qualsiasi musica, per svolgere una efficace funzione rilassante, deve essere accompagnata da un corrispondente ritmo respiratorio.

È un fatto che le armonie in grado di pacificare la mente e far tacere tutte le nostre preoccupazioni personali, possono riempire di silenzio il nostro essere: ma è soltanto potenziando questo silenzio interiore con l'ausilio di altri mezzi abili che noi possiamo passare alla seconda fase del processo meditativo, poiché una coscienza che non perviene a un silenzio profondo non potrà mai accedere a quello stato di assorbimento

che è la vera dimensione della meditazione.

Lama Paljin

 

Oggi siamo immersi in un circuito di lavoro fagocitante. Per quanto tempo possiamo riuscire a " tirare" così senza sentirci fuori dal sentiero?

Il Sangha